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Come abbattere le polveri in un impianto di selezione dei rifiuti ingombranti?

Esperienza25 Ottobre 2026

Perché il trattamento dei rifiuti genera polveri negli ambienti industriali chiusi?

A ottobre 2026 è stato inaugurato in provincia di Reggio Emilia un importante impianto dedicato al trattamento e al recupero dei rifiuti ingombranti, progettato per valorizzare le diverse componenti dei materiali conferiti attraverso processi di selezione meccanica e automatizzata.

In impianti di questo tipo, il materiale viene caricato nella tramoggia di alimentazione mediante escavatori dotati di benna a polipo e trasferito attraverso nastri trasportatori verso le successive fasi di trattamento. Il vaglio balistico separa le diverse frazioni sfruttando il comportamento dei materiali durante il movimento: le componenti piatte, quelle rotolanti e la frazione fine seguono percorsi distinti, per essere avviate alle successive operazioni di selezione e recupero.

Durante il caricamento, la caduta dei materiali e i trasferimenti da un nastro all’altro possono generare emissioni diffuse di polveri. Quando il processo si svolge all’interno di un edificio chiuso, la loro dispersione può compromettere la qualità dell’aria negli ambienti di lavoro, rendendo necessario un sistema di contenimento progettato sulle caratteristiche specifiche dell’impianto.

Benna a polipo che scarica i rifiuti ingombranti nella tramoggia, con la linea nebulizzante in funzione
Ugelli della linea nebulizzante sopra il nastro trasportatore in uscita dal vaglio balistico

Come intervenire nei punti in cui si sviluppano le polveri?

Per questo intervento, Cannoni-Conrad è stata incaricata di progettare una linea nebulizzante industriale per il controllo localizzato delle polveri.

Il sopralluogo tecnico ha permesso di individuare quattro aree critiche: la tramoggia di carico e tre punti di trasferimento del materiale in uscita dal vaglio e lungo i nastri trasportatori.

La soluzione è stata sviluppata con due linee di nebulizzazione ad alta pressione: una dedicata alla tramoggia e una seconda, articolata all’interno della struttura dell’impianto, per raggiungere con precisione i tre punti di emissione individuati.

L’obiettivo non era nebulizzare indiscriminatamente tutto il capannone, ma intervenire in prossimità delle sorgenti di polvere, dove il materiale viene movimentato e trasferito. Un approccio che consente di concentrare il trattamento sulle aree effettivamente interessate dal problema.

Come progettare una linea nebulizzante all'interno di un impianto complesso?

La difficoltà principale era integrare il sistema con una linea di trattamento articolata, senza interferire con il funzionamento dei macchinari e con i flussi di materiale.

Il primo punto di intervento è la tramoggia, dove il rifiuto viene scaricato dai mezzi di carico. Il secondo si trova in corrispondenza della caduta della frazione di dimensioni medie in uscita dal vaglio. Il terzo è il trasferimento dal nastro trasportatore alla tramoggia intermedia. Il quarto riguarda un ulteriore passaggio tra nastri, caratterizzato dalla movimentazione di materiale di scarto particolarmente fine e polveroso.

Per raggiungere tutti i punti è stata realizzata una linea che si sviluppa all’interno dell’impianto seguendo un percorso articolato, studiato per portare la nebulizzazione esattamente dove necessaria.

Quali tecnologie servono per garantire affidabilità e continuità operativa?

La fornitura è stata realizzata chiavi in mano, comprendendo una cabina prefabbricata contenente due moduli di pompaggio ad alta pressione, dedicati alle rispettive linee di nebulizzazione.

Il sistema integra un impianto di filtrazione dell’acqua e un dosatore di additivo specifico per il trattamento di un’acqua particolarmente dura. L’obiettivo è limitare la formazione di calcare e incrostazioni, proteggendo i componenti e preservando l’efficienza dell’impianto nel tempo.

È stata inoltre installata una lampada UV per il trattamento dell’acqua, finalizzata a ridurre il rischio microbiologico legato alla possibile presenza di Legionella.

Tecnici e operatori nella cabina prefabbricata con i due moduli di pompaggio ad alta pressione Cannoni Conrad

Come automatizzare l'abbattimento delle polveri durante il lavoro?

Per rispondere alle esigenze operative del cliente, le pompe sono state equipaggiate con PLC, che consentono sia la programmazione di cicli di lavoro sia l’impostazione di fasce orarie di accensione e spegnimento.

È stato previsto anche il comando tramite radiocomando, così che il palista incaricato del caricamento dei rifiuti possa attivare la nebulizzazione quando necessario, in relazione alle operazioni in corso.

La gestione automatizzata permette invece di programmare il funzionamento delle linee in base all’organizzazione produttiva, rendendo il sistema flessibile e adattabile alle diverse fasi di lavorazione.

Perché scegliere una linea nebulizzante progettata su misura?

In un impianto di selezione dei rifiuti, il controllo delle polveri richiede un’analisi dei flussi di materiale, dei punti di caduta e delle caratteristiche dell’ambiente.

Con questa installazione, Cannoni-Conrad ha realizzato un sistema integrato di nebulizzazione ad alta pressione, progettato per intervenire in modo localizzato sulle quattro aree critiche e integrarsi con il processo produttivo.

Una soluzione su misura per gli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti, dove la gestione delle emissioni diffuse deve conciliarsi con la continuità operativa, la manutenzione e la sicurezza degli ambienti di lavoro.

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